Nutrizione funzionale, la frittura perfetta

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Tra i metodi di cottura, la frittura trova un posto importante nella Bioterapia nutrizionale e nutrizione funzionale.

È molto importante sfatare il mito che il fritto “faccia male” o “sia pesante”.  Il fritto fornisce infatti un importante stimolo alla funzione epato-biliare. Inoltre, disidratando e concentrando l’alimento questo viene reso più digeribile e ha anche un’azione coleretica e colagoga e cioè fa contrarre e svuotare la colecisti; questo comporta anche una migliore evacuazione delle feci.

Ma come realizzare una frittura perfetta?

  • Friggere in olio evo, che ha un punto di fumo molto alto, e quando lo supera emana subito un odore acre che ci allerta e ci fa abbassare la temperatura
  • La temperatura non deve mai superare i 180°
  • Utilizzare un pentolino stretto a bordi alti immergendo pochi pezzi alla volta per non abbassare la temperatura, oppure la friggitrice, che mantiene la temperatura costante

Come preparare gli alimenti per la frittura?

  • Ridurli in pezzi piccoli e omogenei, evitando il più possibile la presenza di acqua e non aggiungere sale (accelerano l’alterazione degli oli e dei grassi)
  • Aggiungere sale e spezie solo al termine della cottura
  • asciugare con carta paglia (non contiene coloranti o sbiancanti che sono spesso presenti nella carta da cucina)

Ricorda di accompagnare sempre il fritto a una verdura cruda (che fornisce acqua di vegetazione) e a un frutto (che dà al fegato gli zuccheri per lavorare)

Mettiti alla prova realizzando delle patatine fritte o un fritto di asparagi

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