Fertilità in calo, come preservarla

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La fertilità è in calo costante negli ultimi decenni. Abbiamo spesso parlato di fertilità femminile, e di come la prassi sociale non si accompagni alle età biologiche della donna, mettendoci a confronto con la dura realtà dell’ “orologio biologico” che ticchetta quando il pensiero di avere una famiglia è ancora lontano. Tanto che si inizia a diffondere sempre di più la pratica del congelamento ovocitario, per mettere in cassaforte la propria fertilità naturale fino a che le circostanze per avere dei figli non sono migliori.

Siamo meno fertili dei nostri nonni

Ma non è solo nell’età il problema. Una recente pubblicazione (“Countdown. Come il nostro stile di vita minaccia la fertilità, la riproduzione e il futuro dell’umanità”) raccoglie tutti gli ultimi studi in materia di fertilità maschile e femminile a livello mondiale, mettendo in evidenza una realtà molto preoccupante.

Rispetto a quarant’anni fa, la conta spermatica nei Paesi occidentali si è praticamente dimezzata. Il che vuol dire che un uomo di oggi ha la metà degli spermatozoi di suo nonno alla stessa età. E sul lato femminile, una donna di vent’anni di oggi è meno fertile di suo nonna a 35 anni.

A mettere insieme questi dati è la scienziata ambientale Shanna Swan, che mette in risalto gli effetti dell’ambiente sulla fertilità e lo sviluppo sessuale.

Cosa mette a rischio la fertilità

Calano gli spermatozoi, mentre aumenta una sorta di “analfabetismo della fertilità”. Cullati da una falsa sicurezza che la scienza e la medicina possano porre rimedio a tutto, abbiamo fatto dilagare cattive abitudini che si sono radicate negli ultimi decenni: fumo, alcol, sovrappeso, malnutrizione, sono mali comuni del “primo mondo”. 

E queste abitudini scorrette che mettono a rischio la fertilità di entrambi i sessi si sommano all’inquinamento ambientale, sia su larga scala che nell’ambiente domestico. Sul banco degli imputati per Shanna Swan e il suo team di ricerca ci sono soprattutto queste sostanze: microplastiche, ftalati, bisfenolo A, alcuni pesticidi, la diossina, i bifenili policlorurati.

Come preservare la fertilità

Puntiamo prima di tutto a eliminare le abitudini dannose, scegliendo uno stile di vita sano, con una nutrizione curata e la giusta quantità di attività fisica, pochi o niente alcolici e niente fumo. Se desideriamo concepire, iniziamo a seguire un’alimentazione funzionale a sostegno della fertilità.

E se è difficile difendersi dall’inquinamento su larga scala, possiamo però proteggerci nella scelta dei prodotti di cui ci circondiamo e ci nutriamo.

Scegliamo alimenti biologici o da coltivazioni che non facciano uso di pesticidi dannosi, di sicura provenienza geografica (che non soffrano quindi di inquinamento derivato dai terreni). Frutta e verdura di stagione, carni da allevamenti che non usano ormoni o antibiotici e che nutrano gli animali in modo più naturale. Attenzione anche al pesce: i pesci di grandi dimensioni possono accumulare sostanze nocive, preferiamo pesci piccoli, anche questi seguendo la stagionalità.

Attenzione anche ai prodotti che entrano in contatto con il nostro corpo: creme, cosmetici, tessuti. Così come è importante la scelta dei materiali in cucina. Vi accorgerete presto che i prodotti sostenibili a livello ambientale sono anche quelli meno dannosi per il nostro organismo.

A trarne vantaggi non solo la nostra fertilità, ma anche quella dei nostri figli.

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