Infertilità: cause, esami e passi da percorrere

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L’infertilità è una patologia diffusa in Italia quasi al 15% delle coppie. Si definisce come l’assenza di concepimento dopo 12 mesi di rapporti mirati non protetti.

Le cause dell’infertilità di coppia possono essere mole, a volte singole e volte in concorso tra loro. Fattori ambientali, genetici, infezioni, endometriosi, menopausa precoce. Recentemente si ipotizza anche un’influenza delle disbiosi vaginali sulla fertilità  Un disequilibrio del microbiota vaginale sembra essere associato infatti a casi di infertilità inspiegata, probabilmente per azione diretta o indiretta sul transito degli spermatozoi attraverso i canali vaginale ed endocervicale.

Spesso si pone molta attenzione all’età femminile: dopo i 35 anni la fertilità della donna cala in modo deciso. Ma non è solo questo un fattore da considerare. Rispetto a quarant’anni fa, la conta spermatica nei Paesi occidentali si è praticamente dimezzata. Il che vuol dire che un uomo di oggi ha la metà degli spermatozoi di suo nonno alla stessa età. E sul lato femminile, una donna di vent’anni di oggi è meno fertile di suo nonna a 35 anni.

Anche la pandemia da Covid-19 ha contribuito a problemi di fertilità (qui trovate il nostro approfondimento con gli ultimi studi in materia)

Con il nostro esperto di riferimento, il Dr Pierluigi Giannini, direttore clinico e punto di riferimento del centro PMA Villa Margherita dal 1988, andiamo a vedere tutti i passi da compiere e gli esami consigliati.

Gli esami per determinare la fertilità per la donna

Dosaggi AMH: misurare l’ormone antimulleriano può darci importanti informazioni sia nell’immediato (se stiamo provano a concepire ma senza risultati) sia in prospettiva, per spiare come sta il nostro corpo e cosa dobbiamo aspettarci dalla nostra fertilità nel tempo. È stata appurata infatti la sua fondamentale importanza per “misurare” la riserva ovarica e quindi la fertilità della donna, sia naturale che in caso di percorsi di fecondazione assistita.

Dosaggi ormonali a inizio ciclo, secondo consiglio e prescrizione dello specialista curante

Ecografia pelvica

Isterosalpingografia per determinare la pervietà delle tube

Gli esami per la fertilità dell’uomo

Si riducono fondamentalmente a uno: lo spermiogramma, che ci dà importantissime informazioni su concertazione, motilità e morfologia degli spermatozoi.

Qui un approfondimento sulle tappe da seguire per l’uomo e per la donna

Come procedere in caso di infertilità

Se non si rilevano cause risolvibili, si può valutare di procedere con l’aiuto di tecniche di fecondazione assistita.

Le tecniche a disposizione si dividono in tecniche di primo e di secondo livello. Le tecniche di fecondazione assistita di primo livello consistono fondamentalmente nell’inseminazione intrauterina, e cioè l’inserimento degli spermatozoi nell’apparato riproduttivo femminile a seguito di monitoraggio clinico.

Nel secondo livello la fecondazione avviene invece in laboratorio, con FIVET o ICSI, e l’impianto successivo dell’embrione. o degli embrioni ottenuti.

La percentuale di successo anche qui è collegata alla salute della coppia e all’età della donna. Dopo i 40 anni ad esempio diventa più difficile procedere anche con Loa fecondazione in vitro, ed è importante prima di tutto verificare il patrimonio ovarico della donna, e, dato che gli ovuli si deteriorano con il passare degli anni, valutare la diagnosi reimpiantò per massimizzare le possibilità di gravidanza impiantando solo embrioni cromosomicamente sani.

Se il patrimonio follicolare della donna non +è sufficiente, si può ricorrere alla fecondazione eteronoma con ovulo di donatrice sana, una pratica che in Italia è disponibile dal 2014

Leggi qui la spiegazione completa delle tecniche di fecondazione assistita  e le percentuali di successo

 

 


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