Sostenibilità sulla pelle: i tessuti che ci coccolano e fanno bene a noi e al pianeta

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Molte di noi in gravidanza hanno sperimentato uno slittamento del proprio modo di pensare: non siamo più uno, ma due. Stiamo cullando e mettendo al mondo un nuovo essere umano. L’istinto di protezione verso questa nuova vita ci porta a chiederci: come possiamo lasciargli un mondo migliore?

Non servono sempre grandi gesti, anzi: tutto parte dalle piccole attenzioni, anche negli acquisti. Dagli alimenti (coltivati e prodotti in modo rispettoso, con prodotti di stagione) ai cosmetici e alle creme, fino all’abbigliamento, possiamo fare tanto per ridurre il nostro impatto sul pianeta e allo stesso tempo circondarci di bellezza e qualità.

Abbiamo deciso di dare uno spazio a Mariachiara Giacomel, che dalla sua esperienza di mamma, in un modo molto simile alla nascita del Progetto PCare, ha deciso di dare vita a un qualcosa che prima non c’era, creando Eliot, il primo loungewear italiano interamente in bamboo, dedicato alle mamme in attesa e non solo.

 

 

“Dopo la nascita delle mie due bimbe, Tea e Giulia, mi sono licenziata da una grande azienda dove lavoravo come financial controller e ho deciso di seguire un sogno che avevo nel cassetto, avevo voglia di cambiare vita e provare a realizzare qualcosa di mio”.

Mariachiara è partita da una sua difficoltà reale: trovare un abbigliamento premaman e allattamento che unisse eleganza, comodità, praticità, sostenibilità e estrema delicatezza sulla pelle sia della mamma che del neonato

Da questa esigenza sono partiti i suoi disegni e le sue ricerche, che l’hanno portata alla fine a scegliere il jersey di bamboo, morbidissimo, traspirante e adatto per le pelli delicate e sensibili.

“Essere mamme vuol dire prendersi cura del futuro dei nostri figli, che è legato al futuro del nostro pianeta. Il bamboo è una pianta con un bassissimo impatto ambientale: consuma il 70% in meno d’acqua rispetto a coltivazioni tradizionali e molto spesso necessita solo dell’acqua piovana; ha minime emissioni di anidride carbonica ed emette una grande quantità di ossigeno”.

Inoltre, ci spiega, il bamboo è una pianta infestante a rapida crescita, che può essere coltivata senza l’uso di fertilizzanti chimici sintetici, pesticidi o defolianti. Il suo raccolto avviene ogni 3 anni circa, evitando i devastanti processi della deforestazione ed il ciclo dell’agricoltura monocultura intensiva.

Il bamboo utilizzato da Eliot proviene da fonti certificate FSC. Il tessuto è stato realizzato artigianalmente in Italia ed è ha la certificazione Standard 100 by Oeko- Tex, che attesta l’innocuità per la salute umana e per l’ambiente. Non ha subito nessuna tinteggiatura, ed è stato volutamente tenuto il colore naturale, bianco.

La ricerca di sostenibilità ha portato anche alla scelta di far realizzare i capi in Italia da aziende a conduzione familiare che garantiscono ambienti di lavoro confortevoli e a norma, in modo etico e senza sfruttare manodopera straniera a basso costo. Si riduce anche l’impatto del packaging, al 100% riciclabile e riutilizzabile. 

Lontani dalle idee della fast fashion, cerchiamo, come fa Eliot, di dare spazio nel nostro guardaroba a capi versatili e abbinabili in più modi, curandoli nel modo giusto per farli durare più a lungo. 

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