Trattare la cicatrice da cesareo con la coppettazione

| PConsigli

La coppettazione può essere un trattamento utile per trattare alcuni disturbi legati agli organi addominali, specialmente dopo la gravidanza.

Nel postparto, soprattutto in caso di cesareo, è sempre bene valutare la situazione degli organi e il loro riposizionamento dopo che la crescita dell’utero li ha spostati. Normalmente gli organi tendono a riprendere la loro sede e piena funzionalità qualche tempo dopo il parto (soprattutto se naturale), ma in presenza di disturbi è sempre bene effettuare una valutazione.

In caso di parto cesareo si aggiunge anche la presenza della sutura chirurgica.

La sutura nel tempo può portare delle aderenze, formazioni fibrose interne, non visibili a livello superficiale, che tendono a far aderire gli organi fra loro, con un mancato scivolamento gli uni sugli altri. Questo può portare problemi a livello posturale, linfatico, digestivo.

In molti casi accade che, per l’accumulo di liquidi si formi una sorta di “scalino”, non solo antiestetico, ma che porta anche problemi funzionali.

Si può trattare solo la sutura da cesareo?

No, anzi: tutte le cicatrici chirurgiche addominali andrebbero valutate dopo 4-6 settimane dall’intervento. Addominoplastica, laparoscopia, interventi di rimozione dei fibromi, appendicectomia, producono tutte cicatrici che possono portare aderenze con conseguente gonfiore, dolore nella zona lombare, problemi intestinali o anche disturbi del ciclo mestruale.

La cicatrice può essere valutata, oltre che dal proprio medico, da un’ ostetrica o fisioterapista esperta in riabilitazione addominale e pelvica a partire da un mese dal parto (o dall’intervento se cicatrice di altra natura), capendo quali sono i trattamenti più adatti.

La sutura si può trattare con massaggi manuali (assolutamente non dolorosi se eseguiti da mani esperte) e anche con la coppettazione, che serve a riportare sangue, liquidi e ossigeno ai tessuti lesionati con il taglio chirurgico. Questo primo “sblocco” della situazione aiuta poi a proseguire il percorso di riabilitazione addominale con ginnastica mirata (anche ipopressiva) e vantaggi che si riflettono su tutto il corpo, schiena e postura comprese.

C’è un tempo limite entro cui trattare la cicatrice dopo un intervento?

No, anche cicatrici “vecchie” possono causare problemi che vengono alleviati o risolti dai trattamenti. Quindi anche se la vostra cicatrice chirurgica risale a qualche anno fa, farla valutare da un occhio esperto potrebbe essere un bel regalo da farsi per la salute futura. A volte mal di schiena o problematiche intestinali “inspiegabili” nascono da aderenze di vecchie cicatrici.

Ricordate di affidarvi sempre a mani esperte, e non effettuare trattamenti se prima non avete avuto una valutazione globale della vostra situazione e non vi è stato prospettato un percorso di trattamento adatto alla vostra problematica.

Ecco qui un esempio di come viene trattata la cicatrice da cesareo con la coppettazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *