All’inizio del mio percorso professionale, mi sono confrontata con modelli nutrizionali che avevano una cosa in comune: erano uguali per tutti. Con pochissime variazioni, avevano tutti gli stessi schemi, le stesse indicazioni, le stesse liste di alimenti “permessi” e “vietati”, indipendentemente dalla persona, dalla sua storia, dalla sua fase di vita.
Presto mi sono resa conto che qualcosa non tornava. Le persone sono diverse, reagiscono in modo diverso agli alimenti, hanno metabolismi diversi, equilibri ormonali diversi, bisogni diversi. Eppure, venivano trattate in molti casi come se il corpo umano funzionasse secondo un’unica regola valida per chiunque.
La svolta è arrivata con il Master in Bioterapia Nutrizionale presso il centro studi Vis Sanatrix Naturae, un percorso che mi ha permesso di cambiare prospettiva: non più la dieta come schema rigido, ma la nutrizione come strumento per sostenere le funzioni dell’organismo.
Cosa significa davvero “Nutrizione Funzionale”
Un alimento, un piatto, un abbinamento, un programma alimentare “funzionale” non è valido per tutti allo stesso modo: la risposta è nella parola stessa: funzionale significa adatto a sostenere una determinata funzione organica, in una persona specifica, in una fase precisa della sua vita.
Nel nostro lavoro l’attenzione non è rivolta tanto alle calorie, quanto a:

Questo si ottiene studiando su ogni persona gli alimenti funzionali alla fase e ai sui obiettivi, le migliori associazioni alimentari, i metodi di cottura più adatti,
Un alimento non è mai “buono” o “cattivo” in assoluto.
È funzionale o non funzionale per quella persona, in quel momento.
Gli stessi alimenti, effetti diversi
Facciamo qualche esempio concreto.
Pomodori e mozzarella possono essere un pasto adeguato per un ragazzo giovane e sportivo, con un buon metabolismo e un’elevata richiesta energetica e di sali minerali.
Spinaci e uova sode possono funzionare bene per un atleta, in una fase di allenamento specifica.
Ma quegli stessi piatti non sono indicati per una donna con ritenzione idrica, con un microcircolo fragile o in una fase di squilibrio ormonale.
Ecco perché non esistono menù universali.
Conta cosa scegliere, come abbinarlo e come cucinarlo, sempre in base alla persona.
Persona, costituzione e fase della vita
Ogni piano nutrizionale che costruiamo in PCare tiene conto di:
- sesso e età
- fase ormonale (adolescenza, gravidanza, menopausa)
- tipologia di sport praticato
- costituzione di base
- esami, terapie in corso, storia clinica
Il concetto di costituzione è uno degli strumenti che utilizziamo quotidianamente per capire quali funzioni sono più forti e quali più vulnerabili in ciascuna persona.
Approfondisci qui il tema delle costituzioni
Disturbi su cui interveniamo
L’approccio nutrizionale PCare è particolarmente efficace nel supportare:

Si tratta di mettere il corpo nelle condizioni migliori per ritrovare equilibrio e mantenerlo sul lungo periodo con un regime nutrizionale adatto, sostenibile e compatibile con la vita quotidiana
Un lavoro di équipe, non un metodo isolato
Questo approccio non è qualcosa che ho costruito da sola. In PCare ho voluto creare un’équipe di professionisti che condividesse la stessa visione e la stessa attenzione alla persona.
Lavoro quotidianamente con la Dott.ssa Eleonora Catania, che segue la stessa metodica e porta un’attenzione specifica al mondo dello sport e della corsa, e con le nutrizioniste Eleonora Ambrosini e Giulia De Silvestri. (link ai profili)
Insieme portiamo avanti un approccio di ascolto, che adatta la nutrizione alla singola persona e si avvale, quando serve, del supporto di altri specialisti e professionisti della salute.
Dott.ssa Beatrice Mösele