Gluten sensitivity, intolleranza al glutine e celiachia. Differenze e trattamenti

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Sempre più persone e pazienti dichiarano di soffrire di disturbi in seguito all’assunzione di cibi ricchi di glutine, e spesso arrivano da noi con una diagnosi fai-da-te di intolleranza al glutine o addirittura di celiachia.

Più facilmente, si tratta di una forma di ipersensibilità al glutine, detta gluten sensitivity, 

La differenza con la celiachia

Nella celiachia abbiamo una ipertrofia dei villi, con alterazione della permeabilità intestinale. Si tratta di una malattia autoimmune con risposta anticorpale specifica al glutine

La differenza con le intolleranze

Le intolleranze necessitano di un accumulo nell’organismo per manifestarsi, mentre la gluten sensitivity ha una manifestazione immediata a seguito dell’assunzione di glutine

La differenza con le allergie

non è nemmeno un’allergia al grano perché non produce delle Ige ne c’è una positività ad alcuni test

La gluten sensitivity

Quindi mentre per la celiachia siamo di fronte ad una alterazione dell’immunità innata ed anche della risposta adattativa cioè della risposta che l’organismo dà nel momento in cui percepisce un agente estraneo, chi soffre di gluten sensitivity ha un difetto dell’immunità innata, reagisce in poche ore al glutine così come se fosse un’allergia perché la percepisce come una proteina nemica.

La risposta della gluten sensitivity è più simile a quella di un’allergia non rilevabile attraverso le analisi del sangue nè rilevabile attraverso l’esame istologico della mucosa.

Solo in Italia si stima che le persone che soffrono del gluten sensitivity siano almeno 6 milioni. I sintomi della gluten sensitivity contano: colon irritabile, meteorismo, dermatiti, che hanno il tratto comune di non avere altri motivi riconducibili alla causa e di regredire con l’eliminazione del glutine dalla dieta. 

Bisogna eliminare per sempre il glutine?

A differenza della malattia celiaca, non ho necessità di eliminare il glutine dalla dieta per tutta la vita, ma solo per un periodo tale da eliminare i sintomi. L’obiettivo deve essere quello di una reintroduzione e di individuare quella che è la soglia minima (assolutamente soggettiva) che riesco a tollerare. 

Ci sono, ad esempio, persone che effettivamente hanno una reazione forte anche con soli 5 grammi di glutine al giorno (pari circa a 50-60 grammi di pasta o  80 grammi di pane), altri che ne tollerano di più. delimitati i sintomi, dunque, una piccola quota di glutine è tranquillamente tollerabile.

Dato che la sensibilità al glutine può verificarsi dopo periodi in cui si esagera con l’assunzione, la buona regola per tutti è quella di variare: alternare l’utilizzo della pasta, con patate, o altri cereali o riso, proprio per non incorrere in una sensibilizzazione.

I benefici della riduzione del glutine

Anche al netto di una sensibilità specifica, ridurre il glutine o eliminarlo per brevi periodi porta vantaggi generali.

Una dieta povera di glutine migliora l’assorbimento a livello intestinale di ferro e altri minerali essenziali (manganese, zinco). 

Il glutine infatti è una proteina, che staziona all’interno dell’intestino rallentando i processi digestivi e di assorbimento. Ridurlo, alternandolo ad altre fonti di carboidrati, migliora anche la produzione di gas intestinali e aumenta il senso di benessere e il livello di energia, riducendo anche il senso di sonnolenza post prandiale.

Mangiare senza glutine

Mangiare senza glutine non vuol dire che usare solo prodotti industriali gluten-free. Si tratta infatti di succedanei di prodotti analoghi contenenti glutine, altamente processati e glicemizzaqnti, e che contengono additivi volti a dare la stessa sensazione rispetto al prodotto “originale”: andrebbero utilizzati con moderazione, perché, pur eliminando una fonte di disturbo (il glutine) vanno ad appesantire tutto il processo digestivo.

In caso di bisogno, molto meglio imparare quali sono gli alimenti naturalmente privi di glutine, integrandoli nella propria dieta e utilizzandoli in alternativa al grano per evitare situazioni di accumulo e di ipersensibilità. 

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