L’integrazione in caso di ovaio policistico

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Il trattamento della sindrome da ovaio policistico può e in molti casi deve essere accompagnato da un’integrazione mirata e personalizzata.

Recenti studi hanno evidenziato l’importanza dell’inositolo, un composto appartenente alla famiglia delle vitamine del gruppo B, per aiutare a ripristinare la funzione ovarica e l’equilibrio metabolico nelle pazienti. 

L’inositolo ha un effetto positivo sulla funzionalità ovarica e nel ristabilire un normale ciclo con una migliore maturazione ovocitaria.

L’importanza dell’inositolo nella PCOS

Secondo gli studi citati sopra, trattare la sindrome da ovaio policistico con l’aiuto dell’inositolo ha portato a 

  • un miglioramento dell’insulinemia
  • un miglioramento del pattern ormonale con riduzione degli androgeni
  • un miglioramento della funzionalità ovarica
  • una riduzione degli effetti periferici dell’androgenizzazione
  • Miglioramento dei livelli di trigliceridi e della pressione arteriosa

Risultati ottenuti con nessun effetto collaterale.

Inoltre alcuni di questi studi hanno utilizzato la melatonina in combinazione con mio-inositolo, rilevando un miglioramento anche della qualità degli ovociti. 

Altri micronutrienti importanti nell’integrazione in caso di sindrome dell’ovaio policistico sono:

Vitamina D3 per migliorare l’elasticità delle pareti vascolari (irrigidite dallo stato iperandrogenico nelle donne con PCOS)

Acido folico per ridurre i livelli di omocisteina nei casi in cui se ne rileva la necessità

Supplemento di vitamina B12 per migliorare situazioni di insulino-resistenza, obesità ed elevati di omocisteina 

Gli acidi grassi Omega-3 migliorano la sensibilità all’insulina

Altre vitamine, indispensabili nell’insulinoresistenza perché migliorano la sensibilità all’insulina sono: B1, B2, B3, E C, e come minerali: zinco, selenio, cromo. Tuttavia sui minerali bisogna sottolineare che non è tanto la loro carenza, bensì lo squilibrio a portare danni, quindi mai come in questi casi mai ricorrere a integrazioni fai da te ma solo su consulto specialistico e dopo attenta anamnesi e analisi del sangue. 

Dove si trova l’inositolo negli alimenti

Oltre che con gli integratori specifici, l’inositolo si può assumere in buona quantità con un’alimentazione mirata.

Alcuni alimenti molto ricchi sono: i fagioli, i legumi e i cereali, in particolare riso integrale, ceci, germe di grano, lenticchie, orzo, avena, grano saraceno. 

Anche la carne è una fonte insostituibile di inositolo. Dovendo limitare le carni rosse per via dello stimolo adrenergico, una buona fonte è la carne di maiale, oltre a pollo, vitello e tacchino.

Tra i frutti che contengono maggiori quote di inositolo ci sono arance, pompelmi e fragole. Tra le verdure soprattutto piselli e cavolfiore. Non dimentichiamo la frutta secca, come le noci: oltre ad aiutare a bilanciare il carico glicemico di pasti e spuntini con i loro grassi buoni,sono anche fonte preziosa di inositolo

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