Epigenetica e prevenzione

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Il Dna a lungo è stato ritenuto sinonimo di destino per il singolo individuo.
Oggi sappiamo che non è così: il Dna ci definisce solo in parte. Ciò che porta con sè sono delle istruzioni di base che poi andranno lette, interpretate ed espresse nella realtà dell’individuo. È l’epigenetica, e cioè “ciò che sta sopra” ai geni, la loro manifestazione esteriore.

La prima distinzione che occorre fare quindi è tra genotipo (il DNA) e fenotipo (l’espressione fisica ed esteriore data dall’interazione tra il genotipo e le influenze ambientali). Certamente il codice genetico influenza  la manifestazione di una patologia, ma lo fa solo in parte: per quasi l’80% il fatto che una determinata predisposizione si trasformi o meno in patologia conclamata è dato da fattori epigenetici, controllabili direttamente da noi attraverso il modo in cui mangiamo, le scelte di vita, l’attività fisica.

Uno dei fattori ambientali che più influenza l’espressione dei geni in un dato fenotipo è l’alimentazione.

È appurato come alcuni geni regolati attraverso la dieta possono svolgere un ruolo nell’inizio, nella progressione e nella gravità di patologie croniche.

L’esempio più semplice è quello delle carenze vitaminiche. Un insufficiente apporto di vitamina C è collegato allo sviluppo di patologie neoplastiche e della cataratta. La carenza di niacina (vitamina B3 detta anche vitamina PP) è collegata a numerose neuropatie, le vitamine del gruppo B in generale sono protettive nei confronti delle cardiopatie nei soggetti predisposti.
Studi epidemiologici e clinici supportano l’associazione tra nutrizione e sviluppo o progressione di importanti neoplasie, come quelle mammarie, prostatiche e del colon-retto, e anche molti altri tipi di tumore sono stati recentemente inseriti in un ipotetico elenco di diet-related cancers.

E al contrario: un certo tipo di alimentazione e stile di vita riesce a “spegnere” la predisposizione nei confronti di alcune patologie quali: cancro, diabete, malattie cardiovascolari, disturbi metabolici (obesità patologica), malattie degenerative, condizioni infiammatorie croniche.

La prevenzione come arma epigenetica

I fattori ambientali che intervengono nelle patologie più diffuse sono: fumo, peso corporeo, attività fisica, alimentazione. Smettere di fumare, tenere sotto controllo il peso, svolgere almeno 3 ore e mezza di attività fisica a settimana, il tutto accompagnato da una nutrizione non solo sana, ma anche mirata alla costituzione della singola persona, contribuiscono a creare intorno e dentro di noi una “rete di protezione” nei confronti di numerose patologie.

Qui interviene ad esempio la nutrizione funzionale secondo il metodo della Bioterapia Nutrizionale. Individuando le tendenze patologiche della persona a seconda della sua costituzione e della sua anamnesi personale e familiare, e si può costruire un’alimentazione diretta a diminuire i fattori di rischio mantenendo l’organismo in salute più a lungo.

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