Covid e caduta di capelli: la correlazione, le cause, i rimedi

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Tra i tanti effetti indesiderati più o meno gravi collegati all’infezione da COVID-19, uno in particolare ci sta saltando agli occhi nell’ultimo periodo, ed è ormai classificato come parte dei sintomi del “long covid”. Si tratta della caduta o del diradamento dei capelli evidente, che si scatena spesso alcune settimane o addirittura mesi dopo l’infezione, e che non è collegato al normale ricambio stagionale.

Ne abbiamo parlato con Silvia Cecchinato, Tecnico Tricologo riconosciuto dalla SITRI con dieci anni di esperienza nel campo di alopecia, alterazioni del fusto e caduta dei capelli.

In passato vi avevamo già parlato di telogen effluvio, vale a dire la caduta diffusa dei capelli a seguito di eventi e condizioni di vario genere, che causano un stress all’organismo. L’infezione da Covid-19 si è rivelata essere uno di questi, con un’incidenza che gli esperti del settore hanno iniziato a notare già dai primi mesi della pandemia

“Fin da aprile 2020 nelle persone che avevano contratto il virus si è vista un’incidenza relativamente importante di telogen effluvium, che si verifica da qualche settimana a qualche mese dopo il contagio”.

Come mai non avviene in contemporanea?

“I cicli di crescita e ricambio dei capelli sono molto lenti, per cui un evento traumatico può impattare sulla loro salute anche a partire da tre mesi dopo l’evento stesso. Dipende dalla fase in cui si trova il ciclo del capello al momento dell’evento”

In che modo il Covid è responsabile della caduta dei capelli?

“Oltre a causare un forte stress e infiammazione all’organismo, il coronavirus ha anche un effetto diretto sui follicoli. Nel singolo virus le “corone” che lo caratterizzano si legano agli enzimi proteasi coinvolti nella produzione di pelle e capelli bloccandone almeno temporaneamente le funzioni”

Oltre alla caduta cambia anche la qualità dei capelli?

“Può cambiare la struttura temporaneamente, perchè se arriva poco ossigeno ai follicoli a causa dell’infiammazione in corso, potrebbe esserci la ricrescita di un capello più indebolito, secco, opaco o sfibrato. Si tratta di un effetto comunque temporaneo, che in alcuni casi però si prolunga o addirittura quasi cronicizza per via dello stress che si va a sovrapporre alla malattia e alle sue conseguenze”

È un effetto collegato alla gravità della malattia?

“Non sempre: abbiamo riscontrato telogen effluvium da Covid anche in chi lo aveva contratto in modo asintomatico”

E per chi ha contratto il virus più volte? Deve aspettarsi ogni volta una perdita copiosa di capelli o gli anticorpi in circolo aiutano a mitigare gli effetti?

“Questo ancora non lo possiamo dire con certezza perché la seconda ondata di reinfezioni la stiamo vedendo ora, e gli effetti sui capelli si manifestano dopo parecchio tempo”

Cosa si può fare per affrontare questo sgradevole effetto long Covid?

“Prima di tutto niente panico: si tratta di un copioso diradamento e indebolimento che per quanto evidente è però temporaneo e autorisolventesi. Questo vuol dire due cose. Da un lato che è inutile accanirsi con shampoo, integratori e fiale “miracolose”, dall’altro che possiamo fare tanto per favorire una ripresa più rapida e completa attraverso lo stile di vita. Curare l’alimentazione per ridurre lo stress ossidativo, sostenere l’organismo e il sistema a immunitario, aiuta a tornare prima in equilibrio e sicuramente promuove la salute anche dei capelli.

Che tipo di alimentazione?

”Un’ alimentazione che preveda un recupero psicofisico aiutando il sistema immunitario a rinforzarsi e con un ripristino di tutti i micro e macronutrienti necessari per la crescita del capello unita a un’ azione antiossidante per lo stress ossidativo che l’evento ha causato. Ricordando sempre che gli effetti si vedono nell’arco di settimane o anche mesi”

Gli integratori non servono, dunque?

“Sono da valutare con il proprio medico o nutrizionista: non servono tanto integratori specifici per i capelli, quanto come dicevamo per ristabilire la salute generale e lo stress ossidativo a cui si va incontro nella convalescenza”

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