Una verdura che non deve mancare sulle nostre tavole nei mesi autunnali (e che si trova anche nei periodi più freddi) è il finocchio. Un alimento ipocalorico che arricchisce la nostra alimentazione con le sue molteplici proprietà, che si modificano a seconda di come viene consumato (attenzione quindi a scegliere bene se consumarlo crudo o cotto!)
Il finocchio crudo
È lenitivo per la muscosa gastrica, con azione rinfrescante. Adatto per le patologie a carico dell’apparato gastrointestinale e anche in caso di ernia esofagea.
Ipocalorico, ha proprietà diuretiche (ci aiuta quindi a smaltire i liquidi in eccesso) e lo iodio che contiene funge da stimolo per il metabolismo, attivando la tiroide.
Mangiamolo crudo, in pinzimonio, come antipasto: attiva i processi digestivi e rallenta l’assorbimento degli zuccheri, riducendo il carico glicemico del pasto.
Ricco di fibre prebiotiche, e grazie anche all’aperto lo che contiene, è antifermentativo a livello intestinale
Per le mamme che allattano: il finocchio, sia crudo che cotto, ha proprietà galattogoghe
Il finocchio cotto
Ha effetti antimeteorici, antifermentativi e lenitivi massimi per l’intestino. Con il calore infatti la parte fibrosa si destruttura, e diventa così estremamente digeribile. Indicato quindi per le patologie irritative a carico del basso sistema digerente, meteorismo e gonfiore addominale.
Attenzione però! Con la cottura il fruttosio che contiene si trasforma in glucosio, alzandone notevolmente l’indice glicemico. Per evitare picchi glicemici va associato bene (con proteine e grassi buoni), ed è sconsigliato in caso di diabete o altri disturbi che influiscono sulla gestione della glicemia