L’influenza stagionale può colpire in modo debilitante, con strascichi che si prolungano nel tempo.
Perché succede? Il corpo impegnato a combattere contro il virus e le sue complicazioni si indebolisce, e spesso la terapia antibiotica (necessaria quando si somma un’infezione batterica) interferisce con la salute del microbiota, lasciandoci più a lungo spossati ed esposti a nuovi attacchi.
Per questo motivo PCare ha sviluppato un protocollo di integrazione antinfluenzale, adatto sia come prevenzione, che durante l’infezione e poi nel recupero, per tornar ein piena forma.
Il protocollo qui di seguito è da seguire per almeno un mese.
Come sempre, non suggeriamo marchi, ma semplicemente principi attivi. In questo caso sono presenti anche alcuni dosaggi consigliati, per tutto il resto seguite le indicazioni del farmacista.
Protocollo PCare antinfuenzale
- lattoferrina con zinco e resveratrolo
- vitamina C da 1000 2 volte al giorno
- vitamina D
- complesso di vitamine del gruppo B
- integrazione mirata di probiotici (se continuate a leggere vi spieghiamo perché non è consigliato scegliere una tipologia qualsiasi)
Gli obiettivi del protocollo di integratori antinfluenzale
- supporto del sistema immunitario
- protegge le cellule dallo stress ossidativo
- recupero per un organismo indebolito
- ripristino microbiota intestinale
- azione antivirale
- contrasto dell’infiammazione
Questo protocollo risulta utile sia come prevenzione, sia in casi di influenze intestinali, sia in caso si assumano antibiotici e/o molti farmaci in contemporanea. svolge un’azione su più fronti, in particolare distinguenda tra:
Attività antivirale, quindi un lavoro sul sistema immunitario per equilibrarne la risposta e renderlo più resistente agli attacchi (questo ad esempio il ruolo di lattoferrina, zinco, vitamina D)
Attività antimicrobica (batteri): è un ruolo che spetta all’antibiotico prescritto dal medico, ma che può essere supportata dall’integrazione con probiotici mirati a tutela dell’intestino. Gli antibiotici, infatti, da un lato contrastano l’infezione batterica, ma dall’altro non fanno distinzione tra batteri dannosi e batteri utili, e spesso ci si ritrova con la flora batterica intestinale “decimata” dall’uso dei farmaci.
Preservare il microbiota
Studi scientifici dimostrano che disturbi di origine poco chiara, come la stanchezza cronica, i problemi digestivi o cutanei, un sistema immunitario debole e persino problemi di peso, spesso derivano da un malfunzionamento del microbiota intestinale, che risulta essere davvero il pilastro della nostra salute.
Tuttavia, anche il pilastro più solido può essere compromesso nel corso del tempo da vari fattori, come l’uso di antibiotici, malattie, stress o un’alimentazione poco equilibrata. In queste situazioni, la diversità e la quantità di batteri benefici possono diminuire, consentendo ai batteri nocivi di prendere il sopravvento (disbiosi). Proprio come una casa che ha bisogno di ristrutturazione, l’uso di probiotici è un modo comune per ripristinare la funzionalità e la stabilità del nostro “pilastro della salute”.
Ma attenzione: i probiotici non sono assolutamente tutti uguali!
Diverse situazioni richiedono l’integrazione di ceppi differenti, sarà il medico a valutare caso per caso. Da PCare quando necessario il paziente riceve un protocollo specifico studiato sulla persona.
dott.ssa Beatrice Mösele