Gonfiore alle gambe: edema, linfedema o lipedema?

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Il gonfiore alle estremità, le gambe “grosse” e pesanti,viene spesso catalogato semplicemente come “ritenzione idrica”. In realtà ci sono situazioni diverse che causano questa condizione, che ha trattamenti diversi a seconda delle cause.

Attenzione nell’individuare correttamente la causa del gonfiore con l’aiuto di uno specialista: alimentazione e trattamenti variano molto a seconda della problematica che si va ad affrontare, che anche se a uno sguardo superficiale si assomigliano, hanno origine differente. Sbagliare diagnosi porta a trattamenti inutili e spesso dannosi, con un peggioramento della patologia.

Ci spiega come distinguere e trattare questi disturbi la nostra fisioterapista Claudia D’Alessio, terapeuta specializzata nella diagnosi di edema, lipedema e linfedema e relativi trattamenti. Fondamentale sempre affidarsi a un esperto che sappia fare una diagnosi differenziale e indirizzare al trattamento corretto.

Differenza tra edema, lipedema e linfedema

L’edema è un ristagno di liquidi nei tessuti connettivi, quella sezione tra i vasi sanguigni e la cute; principalmente costituiti da acqua, questi fluidi causano il cosiddetto edema (gonfiore), perché il sistema cardiaco è momentaneamente incapace di effettuare un normale riassorbimento e del sistema linfatico di procedere ad uno smaltimento superiore alla norma. Le cause di questo edema possono essere molteplici: esse possono variare da patologie cardiache, come l’insufficienza venosa cronica, a motivazioni fisiche, come l’immobilità prolungata o indossare gioielli o vestiti troppo stretti. In generale, la spiegazione più comune è che l’aumento di pressione sanguigna non permette di incorporare anche l’acqua che, dapprima spinta dallo stesso flusso sanguigno arterioso nei tessuti, dovrebbe confluire nel sistema venoso.

Al primo impatto, sembrerebbe che il gonfiore non differisca poi molto, ma da una più puntuale analisi risulta chiaro che le differenze con il linfedema sono molteplici; non solo causa della genesi deriva da un diverso organo, ma il fluido stesso che si accumula è diametralmente diverso.

Non essendo linfa, infatti, l’edema non linfedemico non è così soggetto a infezioni quanto la linfa, dato che è dovuto per lo più all’accumulo di acqua. Infine, a meno che non sia causato da malattie croniche, l’edema non linfedemico è facilmente risolvibile stimolando l’eliminazione dell’acqua con il movimento e alimenti e associazioni di alimenti diuretici

Il linfedema è invece una condizione patologica causata dall’impossibilità del sistema linfatico di svolgere in maniera ottimale il suo compito di drenaggio dei liquidi interstiziali dalle estremità verso il centro del corpo. Non è un semplice gonfiore, ma una patologia complessa, che se trascurata e non trattata porta a un aumento permanente di dimensioni della parte interessata.

I segnali: gonfiore, rossore e dolore.

Il trattamento d’elezione è il linfodrenaggio manuale, che tramite il massaggio stimola il sistema linfatico meccanicamente, svuota i linfonodi e favorisce il drenaggio della linfa stagnante nei tessuti. Con questo svuotamento manuale il sistema linfatico si riattiva e con il trattamento ricomincia a funzionare meglio. Purtroppo bisogna mettere in conto che il linfedema è una patologia curabile, che si può tenere sotto controllo, ma non è guaribile, per cui chi ne soffre dovrà seguirla con trattamenti periodici è un’ alimentazione mirata.

Il segno della fovea: cos’è e quando si trova

Sia edema che linfedema, a differenza del lipedema, hanno un segno caratteristico: il segno della fovea, cioè una fossetta spesso biancastra alla pressione, che sparisce dopo qualche secondo o qualche minuto a seconda della gravità del gonfiore. Inoltre negli edemi da ristagno di liquidi o linfa spesso si gonfiano anche mani e piedi, mentre nel lipedema il gonfiore si ferma a polsi e caviglia, con piedi e mani normali

Il lipedema

Il lipedema è invece un disturbo cronico progressivo caratterizzato dalla distribuzione anomala del tessuto adiposo sottocutaneo, tipicamente negli arti inferiori. Non legato necessariamente al sovrappeso, è un accumulo patologico di cellule adipose negli arti.

Colpisce prevalentemente le donne, con cause ormonali (fattori scatenanti sembrano essere i contraccettivi ormonali e la menopausa), ma si pensa che abbia anche origine metabolica e infiammatoria.

I sintomi sono gonfiore, dolore al tatto e alla pressione, tendenza a riportare lividi molto facillmente (cosa che non accade con il linfedema).

Il trattamento comprende l’uso di indumenti compressivi, un massaggio specifico mirato che può comprendere bendaggi, esercizio fisico e, soprattutto nei primi stadi, si può contrastare con  l’alimentazione. Negli stadi più avanzati si può intervenire anche chirurgicamente tramite liposuzione e chirurgia plastica.

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