Gennaio, prevenzione e diagnosi precoce di HPV e tumore al collo dell’utero

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Gennaio è riconosciuto a livello internazionale come mese di sensibilizzazione sulla prevenzione del tumore della cervice uterina, una forma di neoplasia che, dopo il tumore al seno, rappresenta una delle più frequenti tra le donne. In Italia, ogni anno si registrano circa 2.500–3.000 nuove diagnosi di questa malattia, che però è ampiamente prevenibile grazie alle attuali strategie di salute pubblica.

Perché prevenire è fondamentale

Il tumore della cervice (o del collo dell’utero) è quasi sempre causato dall’infezione persistente da HPV (Human Papillomavirus), un virus trasmesso prevalentemente per via sessuale. Sebbene molte infezioni da HPV regrediscano spontaneamente, alcune possono persistere e portare alla formazione di lesioni precancerose nel tessuto cervicale, che nel tempo possono evolvere in carcinoma.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito la prevenzione dell’HPV e del tumore cervicale come una priorità globale di salute pubblica, con l’obiettivo di raggiungere una copertura vaccinale del 95% nelle coorti target entro il 2030.

La situazione in Italia

Secondo i dati più recenti del Ministero della Salute, la copertura vaccinale contro l’HPV in Italia è ancora ben al di sotto degli obiettivi programmati. Tra gli 11–12enni, la vaccinazione risulta completata in circa il 38,8% delle ragazze e il 31,8% dei ragazzi; nella fascia dei 15 anni la copertura sale, ma resta insufficiente rispetto all’obiettivo OMS.

Questi numeri evidenziano la necessità di rafforzare l’informazione e l’adesione tanto alla vaccinazione quanto agli screening, per offrire una protezione efficace e diffusa contro le forme più aggressive di HPV.

Vaccinazione HPV: quando e perché

Il vaccino anti-HPV è raccomandato per ragazze e ragazzi a partire dai 11–12 anni, con l’intento di proteggere prima dell’esposizione alla trasmissione virale. La vaccinazione è efficace nel prevenire le infezioni da HPV ad alto rischio oncogeno, riducendo significativamente il rischio di sviluppare lesioni precancerose e tumore della cervice in età adulta.

La vaccinazione è utile anche in età più avanzata, se non è stata ricevuta da bambini, e può proteggere anche contro altri tumori correlati all’HPV (ad esempio ano-genitali o oro-faringei), sia nelle donne sia negli uomini.

Screening: Pap-test e HPV-DNA test

Oltre alla vaccinazione, la diagnosi precoce è un cardine della prevenzione secondaria. Attualmente, in Italia sono offerte due principali metodiche:

  • Pap-test: esame citologico che valuta la presenza di cellule anomale nel collo dell’utero.
  • HPV-DNA test: ricerca diretta di genotipi HPV ad alto rischio oncogeno, considerato più sensibile nelle donne sopra i 30 anni.

Le linee guida raccomandano che il Pap-test venga proposto a partire dai 25 anni e ripetuto ogni 3 anni, mentre l’HPV-DNA test può essere utilizzato come esame primario di screening ogni 5 anni a partire dai 30 anni, aumentando l’efficacia nella prevenzione delle lesioni avanzate.

La prevenzione riguarda anche gli uomini

La prevenzione dell’HPV non riguarda soltanto le donne: anche gli uomini possono essere portatori e trasmettitori del virus, e in alcuni casi sviluppare condizioni correlate come verruche genitali e tumori ano-genitali o oro-faringei. Per questo motivo, un approccio di prevenzione completo include la vaccinazione di entrambi i sessi e l’adozione di comportamenti sessuali consapevoli.

Il mese di gennaio rappresenta un importante momento di sensibilizzazione: è un’occasione per ricordare che il tumore della cervice uterina è uno dei tumori più prevenibili, grazie a strategie consolidate come la vaccinazione anti-HPV e gli screening periodici. Conoscere l’importanza della prevenzione, aderire alle campagne vaccinali e partecipare agli screening può fare la differenza nella salute femminile e di tutte le persone coinvolte.

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