Epigenetica e trauma: come le esperienze lasciano tracce nel corpo

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L’epigenetica è il campo di studio che ci aiuta a capire come le esperienze, l’ambiente e anche i traumi possano influenzare il modo in cui i nostri geni funzionano, senza modificare il DNA in sé. In altre parole, il nostro patrimonio genetico non è qualcosa di fisso e immutabile: può essere “regolato” nel tempo. Questa regolazione avviene attraverso una serie di modifiche chimiche – chiamate nel loro insieme epigenoma – che agiscono come interruttori, accendendo o spegnendo alcuni geni.

Queste modifiche non solo cambiano nel corso della vita, ma possono essere trasmesse:

– da una cellula alle cellule figlie

– e, in alcuni casi, anche dai genitori ai figli

È per questo che oggi l’epigenetica è al centro di molte ricerche: ci mostra come le esperienze possano “istruire” il DNA a funzionare in un certo modo.

Questo vale a livello puramente fisico, ma anche per quanto riguarda la nostra psiche. Abbiamo voluto approndire il tema con la dott.ssa Emariola Sauli, Psicologa clinica e psicoterapeuta. Sono specializzata in psicoterapia psicoanalitica per l’infanzia e l’adolescenza

Trauma ed epigenetica: quando le esperienze lasciano un’impronta

Sempre più studi evidenziano che le esperienze traumatiche possono lasciare tracce non solo psicologiche, ma anche biologiche.

In particolare, i traumi vissuti nel periodo perinatale – quindi durante la gravidanza o nei primi momenti di vita – possono influenzare profondamente lo sviluppo del bambino. Eventi come stress intenso, violenza o condizioni ambientali sfavorevoli possono generare modifiche epigenetiche (ad esempio attraverso processi come la metilazione del DNA), che incidono su:

  • la regolazione dello stress
  • la qualità dell’attaccamento
  • il funzionamento del sistema immunitario

Questo può tradursi, nel tempo, in una maggiore vulnerabilità a disturbi psicologici o fisici.

È importante sottolineare un aspetto fondamentale: non è il trauma in sé a essere ereditato, ma il modo in cui il DNA viene regolato. Questo significa che anche in assenza di sintomi evidenti nei genitori, alcune tracce biologiche dello stress possono essere trasmesse alle generazioni successive.

Il periodo perinatale: una finestra sensibile

La fase che va dalla gravidanza ai primi mesi di vita è particolarmente delicata. Durante questo periodo, l’ambiente intrauterino invia segnali al feto che lo “preparano” al mondo esterno. In alcuni casi, questi segnali possono aumentare la capacità di adattamento; in altri, possono rendere il bambino più vulnerabile allo stress.

Allo stesso tempo, la ricerca mostra anche il lato positivo: un ambiente di cura adeguato – fatto di presenza, contatto e accudimento (holding e handling) – può influenzare in modo favorevole l’assetto epigenetico del neonato.

Un sistema dinamico e modificabile

A differenza del DNA, che resta stabile, le modifiche epigenetiche sono potenzialmente reversibili. Questo apre uno spazio importante per l’intervento: percorsi terapeutici, relazioni di cura e contesti favorevoli possono contribuire a modulare gli effetti del trauma.

La parola “trauma” deriva dal greco e significa “ferita”.

Non è solo una ferita psicologica, ma qualcosa che può lasciare tracce anche nel corpo, nel funzionamento del cervello e in quelle che vengono definite “memorie epigenetiche”. Tuttavia, queste tracce non rappresentano un destino immutabile. Il modo in cui reagiamo alle esperienze, il contesto in cui viviamo e le relazioni che costruiamo possono influenzare profondamente il loro impatto.

Fragilità e possibilità di trasformazione

L’epigenetica ci mostra quanto siamo sensibili all’ambiente: il nostro corpo è in continuo dialogo con ciò che ci circonda. Noi influenziamo l’ambiente, e l’ambiente influenza noi. Ma questa “fragilità” è anche una risorsa: significa che possiamo intervenire, prenderci cura, creare contesti più sani. Relazioni basate su cooperazione, supporto e sicurezza non hanno solo un effetto psicologico: possono contribuire a proteggere il nostro organismo dagli effetti dello stress e favorire processi di riequilibrio.

Una nuova prospettiva sulla salute

La ricerca sull’epigenetica e sul trauma sta aprendo nuove prospettive: ci aiuta a comprendere meglio il legame tra esperienze, corpo e mente, e allo stesso tempo offre un messaggio importante.

Anche quando le ferite sono profonde, esiste sempre uno spazio di trasformazione. Il nostro organismo non è immobile: può cambiare, adattarsi e, in molti casi, recuperare.

Dott.ssa Emariola Sauli

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