L’ormone antimulleriano (AMH) è una glicoproteina fondamentale per la salute riproduttiva. È prodotto sia dall’organismo maschile che femminile, in proporzioni inverse che variano a seconda delle fasi della vita. Interviene infatti nella formazione dell’apparato genitale di uomo e donna, ed è un importante indicatore di elementi che hanno a che fare con la riserva ovarica, lo stato delle ovaie, la fertilità.
Nei maschi in età infantile ha livelli alti che poi si vanno ad abbassare con la pubertà, mentre avviene esattamente il contrario con le donne, in cui i valori sono bassi in età infantile per poi alzarsi con l’età fertile e tornare a diminuire con la menopausa.
Come si fanno gli esami dell’AMH?
Per conoscere i dosaggi di AMH basta un semplice esame del sangue che può dirci molto sulla nostra fertilità. Può essere eseguito in ogni momento del mese, dato che non risente delle variazioni del ciclo
Quando è utile eseguire un dosaggio dell’AMH?
L’esame dei valori di ormone antimulleriano possono essere utili per inquadrare una serie di situazioni. Ad esempio sono un utile indicatore delle fasi di passaggio, ad esempio per accertare lo stato di menopausa o valutare le condizioni delle ovaie in fase di sviluppo. Sono utili anche per valutare la funzione ovarica in caso di sospetta o accertata sindrome dell’ovaio policistico (PCOS). Negli ultimi anni è stata appurata anche la sua fondamentale importanza per “misurare” la riserva ovarica e quindi la fertilità della donna, sia naturale che in caso di percorsi di fecondazione assistita.
Come leggere i valori di AMH?
Valori molto alti (almeno 5 volte sopra la media) possono essere indicatori di PCOS o, in alcuni casi, di tumore alle ovaie
Bassi valori di AMH rispetto all’età di riferimento possono indicare insufficienza ovarica e riduzione della fertilità. Un indicatore essenziale per le donne in età fertile che desiderano un figlio e stanno decidendo il momento migliore per programmarlo: se i valori di AMH sono inferiori rispetto alla media, potrebbe essere il caso di non rimandare ulteriormente la ricerca e ipotizzare il bisogno di un aiuto in più qualora non si riuscisse a restare incinta in tempi brevi.
In caso di fecondazione assistita è stata dimostrata una correlazione fra il livello di AMH e il numero di ovociti recuperati. L’ormone antimulleriano è attualmente il miglior marker per predire la risposta ovarica alla stimolazione, indicatore migliore anche rispetto all’età anagrafica.
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