La PCOS (sindrome dell’ovaio policistico) è una sindrome endocrino-metabolica. I criteri diagnostici sono stati fissati nel 2003 (sono i cosiddetti “criteri di Rotterdam”). Per una diagnosi di PCOS è necessario che siano presenti 2 su 3 di questi criteri o sintomi
- iperandrogenismo clinico o biochimico
- ciclo irregolare e/o assenza dell’ovulazione
- aspetto policistico delle ovaie rilavato tramite ecografia
Iperandrogenismo: cosa vuol dire?
Si tratta dell’aumento dei livelli di ormoni androgeni (specialmente il testosterone) nel sangue.
Si parla di iperandrogenismo clinico quando ci sono segnali evidenti all’osservazione clinica, tra cui soprattutto l’irsutismo (cioè la crescita di peli in zone tipicamente maschili come viso, petto, addome, schiena, interno cosce e glutei), l’acne e l’alopecia (eccessiva perdita di capelli).
È invece detto “iperandrogenismo biochimico” se viene rilavato attraverso esami del sangue con i dosaggio di questi ormoni: testosterone, androstenedione e DHEAS). Attenzione! Il dosaggio ormonale può essere influenzato dall’assunzione di contraccettivi ormonali, e l’esame quindi non è attendibile.
L’iperandrogenismo può avere diverse cause, non solo la PCOS: per questo non può essere l’unico criterio diagnostico, ed è necessario escludere altre accuse.
Come definiamo il ciclo irregolare o anovulatorio?
Passati circa 3 anni dal menarca (prima mestruazione), si può parlare di ciclo irregolare se dura meno di 21 giorni o più di 35 o se ci sono meno di 8 cicli in un anno. in questo caso non occorre verificare l’ovulazione, ma se ci fossero invece dubbi sulla presenza dell’ovulazione in caso di cicli non classicamente irregolari, si può fare dosando il progesterone in fase puteale (mentre non sono considerati attendibili ai fini diagnostici i test di ovulazione casalinghi).
Il terzo criterio della PCOS: nuove linee guida
Attraverso un’ecografia transvaginale effettuata da un operatore specializzato si può valutare l’aspetto policistico delle ovaie, misurando il numero di follicoli per ovaio e il volume dell’ovaio stesso. In alternativa, secondo le nuove linee guida per la diagnosi di PCOS, si può misurare l’ormone antimulleriano (AMH), che da solo non dà un’indicazione univoca ma aiuta nella diagnosi se associato agli altri criteri. Non sempre si può sostituire all’ecografia: ad esempio non è valido nelle adolescenti e se si assumono contraccettivi ormonali.
La diagnosi di PCOS in adolescenza
L’adolescenza è un periodo di cambiamenti e assestamenti anche ormonali. Una diagnosi di PCOS richiede che siano trascorsi almeno 3 anni dal menarca. Inoltre è importante rivalutare la diagnosi di PCOS a circa 8 anni dal menarca.