Metabolismo e tiroide – ipotiroidismo, aiutiamolo con l’alimentazione

| 7giornipcare, PConsigli

Se parliamo di metabolismo non possiamo non parlare di tiroide

Gli ormoni tiroidei sono fondamentali per lo sviluppo nervoso , dello scheletro, della cute e degli organi genitali, già dalla vita fetale. Poi successivamente influiscono in modo diretto sul metabolismo.

Il metabolismo basale è la quantità di energia impiegata dal corpo a riposo per il suo funzionamento di base.
Il metabolismo basale è influenzato dalla temperatura corporea, dalla temperatura esterna, dallo stato nutrizionale e dalla massa magra. Possiamo infatti aumentare quanto il corpo “brucia” a riposo aumentando la massa muscolare con la corretta attività fisica (che non deve essere eccessiva ma bilanciata sulla singola persona)

L’attività fisica permette di migliorare il metabolismo basale, aumentare la massa muscolare.

Bisogna fare attenzione anche alla dieta, soprattutto se si vuole dimagrire

La dieta NON può essere

  • generalizzata: ogni individuo ha una sua costituzione
  • unidirezionale: privilegiando una categoria di alimenti rispetto ad un’altra; l’organismo ha bisogno di un’armonia. Ad esempio la dieta iperproteica, portando il corpo in chetosi, all’inizio funziona ma in seguito porta a uno stress degli organi e del metabolismo in quanto viene attivato in maniera patologica
  • carenziale: se tolgo sempre perdo di peso, almeno all’inizio, ma il metabolismo rallenta e si va a bruciare anche la massa muscolare.
  • bilanciata sul calcolo delle calorie: ma non dice nulla sulla qualità e funzionalita degli alimenti, sull’equilibrio delle funzioni corporee.

Una dieta, come diciamo sempre, e come è la filosofia dei programmi nutrizionali PCare, deve essere un’educazione alimentare duratura.

Alla base deve sempre esserci il concetto di equilibrio glicemico.

L’importante è annullare il senso di fame perché la dieta, e cioè la regola alimentare quotidiana deve anche essere piacevole e non stressante, senza eccessiva fame tra un pasto e l’altro o si rischia di attivare il cortisolo ( l’ormone dello stress) che può portare a uno stallo del peso.

Gli effetti degli ormoni tiroidei

Gli ormoni della tiroide hanno effetto:

  • termogenico
  • effetti sul metabolismo glicidico: favoriscono la glicogenolisi e la gluconeogenesi; aumentano l’attività degli enzimi coinvolti nell’ossidazione del glucosio.
  • lipolisi e lipogenesi: agisce soprattutto sulla lipolisi per il rilascio di substrati da poter utilizzare per produrre energia.
  • sintesi proteica: lavora sull’utilizzo degli aminoacidi per l’incremento della massa muscolare; ma se vengono prodotti in quantità maggiori oltre le necessità dell’organismo abbiamo effetto opposto con perdita di massa muscolare;
  • sistema cardiovascolare: aumenta la funzionalità cardiaca (ma in eccesso possono creare danno);
  • altri effetti metabolici: l’aumento del lavoro cardiaco e del circolo aumenta la diuresi; aumenta la motilità intestinale.

Per la valutazione del funzionamento della tiroide basta un prelievo di sangue per valutare TSH, FT3 FT4 che “fotografano” la situazione di quel momento, valutando anche la presenza di interferenze esterna (ad esempio integratori, cosmetici con alghe e iodio)

In linea generale possono emergere due condizioni patologiche:

  • FT3 ed FT4 alte ma TSH basse: ipertiroidismo;
  • FT4 ed FT3 bassi e TSH elevato: ipotiroidismo.

In caso di alterazione delle analisi andranno visti gli anticorpi tiroidei e valutata un’ ecografia.

Questa settimana parleremo della condizione di ipotiroidismo e di come aiutarla con l’alimentazione

Gli ormoni tiroidei agiscono su tutti i tessuti e quindi in caso di ipotiroidismo avremo una riduzione della funzionalità e dell’efficacia di tutti gli organi.

Sintomi dell’ipotoridismo

I più frequenti sono astenia e sonnolenza.
Altre manifestazioni possono essere: cute fredda, aumento di peso, difficoltà di concentrazione, maggiore sensibilità al freddo.
In ipotiroidismo conclamato possono apparire sintomi quali: come parestesie, mixedema, macroglossia, voce roca, bradicardia, rallentamenteo ROT, aumento LDL e trigliceridi, menorragia e riduzione della fertilità.
Altri sintomi che possono portare a pensare alla ipofunzionalità: sonnolenza con risvegli notturni, episodi di inquetudine immotivata, riduzione della memoria a breve termine, astenia generalizzata, pieghe sottomentoniere

Trattamento nutrizionale dell’ipotiroidismo

Con la nutrizione dobbiamo andare a ricreare un equilibrio organico.
Il primo passo è ovviamente stimolare la tiroide con alimenti proteici e/o ricchi di iodio

Poi:

  • regolare la funzione pancreatica
  • sostenere attività epatica: per il metabolismo l’attività epatica è fondamentale. Per uno stimolo diretto sono importanti i metodi di cottura come il soffritto, gli alimenti acidi e amari.
  • facilitare la funzione emuntoria del rene: se c’è un ristagno di liquidi l’organismo non riesce a eliminare correttamente le tossine.
  • stimolo neurologico: sostanze nervine ( senza eccedere)

Attenzione a non eccedere con il fai da te, in Bioterapia Nutrizionale vige la norma:

il troppo inibisce, il poco stimola, il giusto regola

Quindi la prima cosa è attivare in maniera diretta la tiroide?

Abbiamo parlato di alimenti ricchi di iodio come il pesce ( in particolare alcuni tipi e in alcune modalità di cottura per non perdere lo iodio), ma anche verdure come sedano e la maggior parte delle crucifere ne sono ricche.

Bisogna differenziare nell’approccio e non eccedere in nulla. Va adattato e modificato attraverso lo studio della forma fisica  e la variazione nel tempo, le patologie, le analisi cliniche.

Ma ancora prima di andare a stimolare la tiroide è importante eliminare ciò che causa un rallentamento metabolico

Cosa rallenta il metabolismo?

  • pasti frugali e troppo rapidi a pranzo (magari compensati da pasti abbondanti a cena)
  • mangiare poco e spesso
  • alimenti commerciali modificati
  • monotonia: esempio a pranzo sempre insalata con formaggio o pesce o pollo. Bisogna modificare la preparazione ma anche il tipo di cottura per variare anche lo stimolo sugli organi.
  • riduzione o esclusione di alcune modalità di cottura.

Gli alimenti da limitare o eliminare per stimolare il metabolismo

  • latte: al massimo a colazione ma da evitare in caso di intolleranza
  • formaggi: ricchi di sali e calcio
  • legumi: vanno proposti al momento giusto e nel modo corretto.
    Ripassati con aglio, olio alloro e rosmarino, con verdure crude diuretiche (es finocchio, sedano, pinzimonio, insalata amara mista..) e un frutto diuretico, fluidificante (mandarino, kiwi, ananas etc). O ancora affiancati da scarola in padella, radicchio o cicoria o belga.
  • lieviti: trattengono liquidi
  • zuccheri: rallentano attività tiroidea
  • carboidrati: molto utili, ma vanno associati bene e sono da preferire integrali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *