A farmelo scoprire è stata proprio Violante, mia figlia adolescente.
Lo aveva provato per la prima volta in una catena americana e, tornata a Roma, aveva iniziato a cercarlo anche qui.
Da lì è diventato pian piano un suo piccolo rituale: la sua ciotolina, il matcha, il chasen, l’acqua o il latte alla temperatura giusta — per lei preferibilmente tutto ben ghiacciato — la mattina prima di andare a scuola oppure prima di studiare o allenarsi.
E la cosa che mi ha colpito non è stata soltanto che le piacesse.
Vio è una ragazza che va sempre di fretta, come tanti adolescenti. Eppure, quando preparava il suo matcha, si fermava.
Erano cinque minuti tutti suoi.
Mi diceva che quel piccolo rituale la calmava e, allo stesso tempo, la faceva sentire più pronta e concentrata per iniziare quello che doveva fare.
E io, da mamma e da donna di scienza, naturalmente a quel punto sono andata a capire cosa potesse esserci davvero dietro quella sensazione.
E qualcosa di interessante c’è
Il matcha è un tè verde molto particolare: a differenza del classico tè in infusione, viene ottenuto macinando finemente l’intera foglia. Per questo è naturalmente ricco di catechine e polifenoli, tra cui l’EGCG, composti studiati soprattutto per la loro attività antiossidante.
Contiene poi caffeina e L-teanina, un aminoacido caratteristico del tè. Ed è probabilmente proprio questa combinazione a contribuire a quella sensazione di “attenzione tranquilla” che Vio mi descriveva.
Gli studi sull’uomo hanno infatti osservato effetti interessanti sull’attenzione, sulla vigilanza e su alcune funzioni cognitive. Anche gli studi condotti direttamente sul matcha suggeriscono un possibile aiuto nel mantenere l’attenzione, soprattutto nei momenti di maggiore impegno e stress mentale.
Presenza e attenzione
Ed è forse questo uno degli aspetti che trovo più interessanti: non pensarlo come una classica bevanda energetica, ma come qualcosa che può accompagnare una mattina di scuola, di studio, di lavoro o un momento in cui abbiamo bisogno di essere più presenti e concentrate.
Il tè verde e le sue catechine sono inoltre molto studiati per il loro contenuto di composti bioattivi e per il possibile ruolo nel supportare le normali difese dell’organismo.
Non significa naturalmente che una tazza di matcha possa evitarci influenza e raffreddori. Ma può trovare perfettamente spazio all’interno di un’alimentazione funzionale, varia e ricca di alimenti vegetali, come una delle tante fonti di sostanze bioattive interessanti.
Ma poi c’è una parte che, per me, vale quasi quanto tutto il resto.
Il rituale.
Preparare gli ingredienti. Setacciare quella polvere verde finissima. Usare il chasen. Guardare formarsi lentamente quella schiumetta sottile.
Per una ragazza adolescente può diventare una piccola pausa prima della scuola o dello studio.
Per noi donne può rappresentare quasi il contrario del caffè bevuto in piedi mentre, contemporaneamente, facciamo altre tre cose.
Cinque minuti al mattino, oppure nella prima parte della giornata, in cui decidiamo semplicemente di fermarci.
Una piccola coccola quotidiana.
Ed è proprio da Vio che è nato il nostro Vio Matcha Ritual.
Noi, per ora, lo prepariamo nella sua versione più semplice: un matcha di buona qualità, acqua e un po’ di vaniglia vera.
Ecco il set che vedete in foto
Questo è il matcha che scelgo per la sua qualità
Il gusto va raccontato, perché il matcha non assomiglia a nessun altro tè.
È vegetale, intenso, leggermente erbaceo e con una personalità molto riconoscibile. È uno di quei sapori che spesso si amano subito oppure che hanno bisogno di qualche assaggio per essere scoperti.
La vaniglia lo rende più morbido e rotondo senza coprirne il carattere. Se lo si trova troppo amaro si può aggiungere una piccola quantità di eritritolo.
Può essere preparato anche con una bevanda vegetale delicata, purché non troppo aromatica, ma noi per iniziare preferiamo farlo provare nella versione più semplice, con acqua e vaniglia, proprio per imparare a conoscerne il sapore.
E naturalmente, come piace a Vio: iced, con tanto ghiaccio.
Perché qualche volta prendersi cura di sé può cominciare anche così.
Da una ciotolina verde e cinque minuti tutti per noi.
dott.ssa Beatrice Mösele
Nota PCare
Il matcha contiene caffeina e la quantità può variare in base al prodotto e alla dose utilizzata. Va quindi considerato all’interno dell’assunzione complessiva quotidiana di caffeina e consumato preferibilmente nella prima parte della giornata, con particolare attenzione nei bambini e negli adolescenti, in gravidanza e nelle persone particolarmente sensibili alla caffeina.