
Nel contesto della gestione integrata del lipedema, la valutazione biomeccanica e posturale riveste un ruolo fondamentale per individuare eventuali fattori aggravanti legati all’appoggio e alla distribuzione dei carichi. Le alterazioni dell’assetto corporeo e della dinamica del passo, infatti, possono contribuire non solo al sovraccarico muscolo-scheletrico, ma anche al peggioramento della componente edematosa e della sintomatologia riferita dalla paziente.
In questo caso clinico, l’intervento del tecnico ortopedico dott. Graziano Tambasco si inserisce all’interno di un approccio multidisciplinare, con l’obiettivo di analizzare in modo approfondito le caratteristiche dell’appoggio plantare e di progettare una soluzione personalizzata in grado di favorire il riequilibrio posturale e il miglioramento della funzione flebodinamica.
La prima valutazione

Attraverso la valutazione posturale osservazionale e l’esame baropodometrico Sara presentava un disallineamento del bacino con ripercussioni sull’appoggio plantare, evidenziato da una traslazione del centro di pressione verso sinistra e da una marcata asimmetria nella distribuzione dei carichi, pari a 53 kg sull’arto inferiore sinistro e 43 kg sull’arto inferiore destro, con una differenza complessiva di 10 kg tra i due arti inferiori.
L’analisi statica ha mostrato un appoggio calcaneo-metatarsale con ipercarico metatarsale particolarmente accentuato a sinistra, con punto di massima pressione rilevato a livello della III e IV testa metatarsale. La valutazione dinamica ha inoltre evidenziato un atteggiamento in ipersupinazione bilaterale.
Sulla base dei dati emersi dall’esame baropodometrico e delle indicazioni condivise con il team multidisciplinare, è stato progettato e realizzato un plantare funzionale/posturale di riequilibrio ad azione flebologica.
Il plantare su misura
Sara ha iniziato ad utilizzare il dispositivo sin dal primo giorno, senza riferire particolari fastidi, indossandolo regolarmente durante le attività quotidiane e lavorative, svolte prevalentemente in stazione eretta.
Il primo controllo: miglioramenti evidenti e minore fatica

Al controllo baropodometrico eseguito a distanza di un mese, si è osservato un significativo miglioramento della distribuzione dei carichi, con valori pari a 50 kg sull’arto inferiore sinistro e 46 kg sull’arto inferiore destro, con una riduzione della differenza di carico tra i due arti da 10 kg a soli 4 kg. Tale riequilibrio si è accompagnato al riallineamento del centro di pressione rispetto ai centri di massa corporei e a una importante riduzione del sovraccarico a livello delle teste metatarsali.
Dal punto di vista funzionale, Sara ha inoltre riferito un minore affaticamento a carico della schiena e degli arti inferiori, associato a un sensibile miglioramento della sintomatologia edematosa agli arti inferiori, verosimilmente correlato all’azione di supporto biomeccanico e flebodinamico del plantare.
I risultati di un percorso multidisciplinare per il lipedema
In conclusione, l’utilizzo del plantare ha permesso di riequilibrare in modo significativo l’appoggio tra i due arti, riducendo le differenze di carico e migliorando l’allineamento complessivo del corpo. In termini semplici, la paziente oggi “distribuisce meglio il peso”, con meno pressione nei punti critici del piede e una postura più stabile. Questo si è tradotto in una sensazione concreta di minor affaticamento e in un miglioramento dei gonfiori agli arti inferiori.
Si tratta di un risultato importante, che conferma quanto anche un intervento mirato sull’appoggio plantare possa fare la differenza all’interno di un percorso più ampio nel trattamento del lipedema.
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