Gastralgie: il modo migliore di gestirle a tavola

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Uno dei fastidi all’apparato digerente più direttamente collegato all’alimentazione sono le gastralgie. Sotto questo “cappello” raduniamo i disturbi che coinvolgono lo stomaco, e che in parole povere si possono riassumere con: reflusso gastroesofageo, bruciore di stomaco (pirosi) e gastrite.

Il primo passo è sempre una visita dallo specialista di riferimento (gastroenterologo) che escluda patologie organiche come ulcere, ernie iatali, lesioni, e valuti il bisogno o meno di ricorrere. A farmaci, possiamo avere un notevole supporto dall’alimentazione, sia come regole quotidiane, sia con alcuni rimedi di emergenza.

Bruciore, reflusso e altri disturbi simili sono spesso causati da un eccesso di acido nello stomaco, che a sua volta ha le radici in un’alimentazione scorretta, che affatica la digestione e costringe lo stomaco a un super-lavoro. Sono il segnale che il contenuto carico di acidi gastrici dello stomaco è risalito nell’esofago, e se trascurato può portare a danni più consistenti come ulcere ed erosione dentale.

Ma soffrire di queste patologie non vuol dire essere condannati a una vita di alimentazione “in bianco”, magari fatta di verdure bollite e senza spezie o condimenti! Anzi, alcuni degli alimenti o delle preparazioni generalmente ritenuti “leggeri” possono avere addirittura effetti controproducenti e peggiorare gastrite, pirosi e reflusso.

La prevenzione delle gastralgie con lo stile di vita

Alcune abitudini alimentari e stili di vita possono concorrere all’instaurarsi o all’aggravarsi di queste patologie.

  • Fumo, consumo eccessivo di alcol e caffeina, sono tra i primi indagati, agendo sul sistema digerente con meccanismi in parte metabolici in parte irritativi.
  • Per i soggetti sensibili anche cioccolato, menta, alcune spezie (ad esempio il pepe) e alimenti ricchi di grassi idrogenati possono influire, riducendo il tono dello sfintere esofageo e favorendo quindi la risalita degli acidi gastrici.
  • Le bevande gassate aumentano la distensione dello stomaco, rallentandone lo svuotamento, e andrebbero dunque assolutamente evitate.
  • Può influire anche il modo di assunzione: mangiare di fretta, in piedi o alla scrivania mentre si lavora, utilizzare alimenti troppo caldi o troppo freddi, fa sì che il cibo non sarà correttamente predigerito dagli enzimi salivari, e richiederà uno sforzo extra allo stomaco. Il cibo mal masticato, inoltre, arriva nello stomaco in pezzi più grandi, e porterà quindi lo stomaco a secernere una maggiore quantità di acido cloridrico, che unito alla maggiore permanenza del cibo genererà i sintomi fastidiosi che ben conosciamo.

Aiutare la digestione con i metodi di preparazione degli alimenti

I metodi di preparazione degli alimenti influiscono molto sulla loro digeribilità. Una cottura lunga, sia delle proteine che delle verdure, ma anche della pasta e del riso, imbibisce l’alimento di acqua e ne denatura i nutrienti (in particolare modo le proteine) rendendone più complessa la digestione.

Non è necessario, ad esempio, dire addio alla carne.

In particolare le proteine hanno un tempo di digestione più lungo di altri alimenti, e risentono moltissimo del metodo di cottura. Un arrosto, un bollito, uno stracotto, subiranno una denaturarono delle proteine dovuta alla lunga esposizione al calore, che li renderà di digestione più lunga ed elaborata.

Come preparare la carne? Limitando la carne rossa e scegliendo di mangiarla a pranzo piuttosto che a cena, le preparazioni più digeribili sono quelle dalla cottura rapida, come stracotti o fettina panata, cotti rigorosamente in olio extravergine d’oliva, condimento che non deve mai mancare grazie alle sue proprietà lenitive e antinfiammatorie

Il consiglio in più può essere quello di marinare la carne prima della cottura con succo di limone: l’acido del limone innesca la trasformazione delle proteine, iniziando un procedo di cottura e predigestione che rende l’alimento più gestibile a livello dell’apparato digerente.

Solitamente non danno problemi le carni disidratate come prosciutto crudo, speck e bresaola.

Anche il pesce sarebbe meglio consumarlo a pranzo per facilitare la digestione, scegliendo varietà sogliola, spigola, orata, branzino o dentice, che grazie alle loro carni magre sono ben tollerati anche in caso di difficoltà digestive.

Le uova sono un’ottima fonte proteica, sempre a patto di avere una cottura rapida (alla coque, in camicia, al piatto). Evitiamo l’uovo sodo che invece risulta impegnativo, non solo per la digestione ma anche per i reni. Il metodo di cottura più digeribile in assoluto per l’uovo è quello al piatto. Questo metodo infatti abbina la cottura rapida alla bassa temperatura che mantiene intatte le proprietà dell’uovo, e utilizza pochissimi grassi.

Si prepara ponendo sopra una pentola d’acqua portata a ebollizione un piatto del diametro leggermente superiore alla pentola e unto di olio extravergine di oliva. Sopra al piatto si rompono le uova che si desidera preparare, si copre con un coperchio e si lascia cuocere per 5-6 minuti, fino a che il bianco non risulta rappreso e il tuorlo morbido ma non liquido.

Per le verdure, sì al consumo da crude o saltate e ripassate in padella con olio extravergine d’oliva, evitando le varietà a foglia larga e la famiglia dei cavoli ad eccezione del cavolo cappuccio. Verdure lesse, brodi e minestre possono invece peggiorare i sintomi.

I carboidrati devono essere cotti al dente (evitando dunque che si impregnino troppo di acqua) e poi ripassati in padella in olio evo o nel condimento scelto per sigillare gli amidi e diminuire i rischi di fermentazione. Anche il pane, preferibilmente a lievitazione naturale, andrebbe sempre tostato per disidratarlo e provarlo del lievito in eccesso, che rallenta lo svuotamento dello stomaco.

Gli alimenti da evitare in caso di gastralgie

  • I lieviti causano fermentazione a livello dell’apparato digerente.
  • I latticini rallentano la funzione del fegato e la secrezione della bile, rendendo più lunga la digestione con conseguente peggioramento dei sintomi.
  • I pomodori crudi stimolano la produzione di acido cloridrico da parte dello stomaco.
  • Gli zuccheri semplici (dolci, biscotti)
  • La frutta acida e zuccherina peggiora i sintomi. Soprattutto in fase acuta, limitiamoci a frutti che non vanno a sollecitare la produzione di acidi come mango, papaia e banana. Fa eccezione il limone, come vedremo più avanti, che può essere utilizzato come rimedio d’emergenza

Il falso mito del peperoncino e delle spezie

Questa spezia, evitata maniacalmente da chi soffre di gastralgie, è invece un alimento prezioso. è antibatterico, accelera lo svuotamento dello stomaco (evitando quindi che il contenuto, rimanendo troppo a lungo, “torni su”), ed è un potente cicatrizzante naturale per le mucose infiammate. Fondamentale introdurlo nella dieta a dosi crescenti e gradualmente per godere dei suoi benefici.

Utili anche spezie che favoriscono i processi digestivi, come curcuma e zenzero, preferibilmente aggiunti a fine cottura e grattugiando la radice fresca per non disperdere le proprietà.

La cannella è in grado di attivare gli enzimi digestivi, diminuendo la permanenze degli alimenti nello stomaco.

Rimedi nutrizionali d’emergenza in caso di reflusso e gastrite

Contrariamente a quanto si pensa, il limone non peggiora i disturbi da acidità gastrica, ma può aiutare ad alleviarli. Come usarlo in caso di reflusso? Poche gocce di limone in bocca, oppure succhiare uno spicchio senza mandarlo giù inviano allo stomaco il segnale di ridurre la produzione di acido, diminuendo così i sintomi collegati a un’ipersecrezione di acidi gastrici.

Il cavolo cappuccio è invece lenitivo per le mucose irritate dalla suddetta ipersecrezione. Facciamone un centrifugato (circa 200 grammi di foglie ben lavate e asciugate) da sorseggiare come rimedio in piccole dosi ogni 5-10 minuti

Una tisana di malva da farsi preparare in erboristeria può aiutare in caso di bruciori di stomaco grazie alle sue proprietà gastroprotettrici

Dott.ssa Beatrice Mösele

Articolo pubblicato originariamente su Valore Salute Magazine

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