Parto naturale dopo un cesareo (VBAC)

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Fino a qualche anno fa un parto cesareo “costringeva” a partorire per via chirurgica anche successivamente

Da un po’ di tempo sempre più strutture si sono formate e hanno sviluppato un protocollo per il VBAC (Vaginal Birth After Cesarean), e cioè il parto per via vaginale dopo aver avuto uno o due tagli cesarei (e in questo secondo caso prende il nome di VBA2C).

Si tratta di un parto naturale a tutti gli effetti, seguito e monitorato secondo linee guida internazionali. La percentuale di riuscita di un parto naturale dopo un precedente taglio cesareo va dal 50 all’85%.

I rischi del VBAC

Per la mamma è importante arrivare psicologicamente predisposta e ben informata sulle procedure ed eventuali rischi. Il più grande è quello della rottura dell’utero, per il quale è importante soprattutto il tempo trascorso tra un parto e l’altro: al di sotto dei 12 mesi, il rischio di rottura dell’utero è intorno al 5%. Tra i 12 e i 24 mesi al 3%, mentre oltre i 36 mesi scende tra lo 0,3% e lo 0,5%.

Alcuni dei fattori che aiutano la buona riuscita sono: l’insorgenza spontanea del travaglio (che può essere accompagnato e potenziato da farmaci, ma non indotto); il peso del bambino inferiore ai quattro chili; incisione del precedente taglio cesareo non longitudinale.

Quali sono invece i fattori che non consentono un Vbac?

Un taglio cesareo precedente di tipo longitudinale o altri interventi subiti dall’utero, tre o più tagli cesarei precedenti, il travaglio che non si avvia naturalmente, malpresentazione del bambino, peso del feto superiore ai 4 kg, obesità materna.

Scegliere la struttura per il parto naturale dopo il cesareo

Per un VBAC sicuro, l’ospedale deve avere a disposizione all’interno del punto nascita: una sala operatoria; un anestesista; un servizio trasfusionale.

 

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