Cellulite, l’esperto risponde: cause e rimedi dalla nutrizione ai trattamenti passando per lo sport

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La cellulite è un disturbo che colpisce soprattutto le donne, e se da un lato rappresenta un problema estetico, quando lo stadio è più avanzato può diventare un apatologia dolorosa e con limitazioni della mobilità. Per questo è importante conoscerla, prevenirla e trattarla in modo adeguato con un approccio sinergico che comprenda postura, sport, nutrizione, massaggi drenanti e gli opportuni trattamenti dove necessario. Ne abbiamo parlato con il dott. Andrea Palange, medico chirurgo specializzato in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva e Medicina Estetica.

Cos’è la cellulite?

Quella che comunemente chiamiamo cellulite è una patologia infiammatoria che prende il nome di pannicolopatia edemato-fibro-sclerotica (PEFS), che ha diversi stadi di avanzamento.

Quanti sono?

Quattro, e in ordine di gravità sono: edema, fibrosi (con un indurimento dei tessuti per accumulo di fibrina), sclerosi, con la comparsa di noduli più duri, ed epatizzazione rossa. Il nome particolare di quest’ultima fase, la più grave e che molto raramente succede di osservare, è dovuto al fatto che all’osservazione ecografica i tessuti hanno l’aspetto di un fegato, con macronoduli duri e dolenti.

Quali sono le cause?

L’origine di questa patologia cronica è dovuta a un concorso di fattori, e per questo è importante trattarla con un approccio multidisciplinare che preveda correzione della postura, aggiustamenti dell’alimentazione, trattamenti, attività sportiva e massaggi. Alla base c’è un problema di circolazione alla radice della gamba che impedisce il corretto ritorno di sangue e linfa dalle estremità, con conseguente accumulo, infiammazione e successiva produzione di fibrina e quindi indurimento e ispessimento. Anche la gravidanza o il soffrire di forti coliti sono fattori che possono aggravare la patologia.

In che modo?

Sono entrambi eventi che aumentano la pressione intra-addominale, con conseguente rallentamento della circolazione alla radice della gamba. Ecco perché è di aiuto anche un approccio posturale, soprattutto partendo dall’appoggio plantare.  Un’altra situazione che aumenta la pressione intra-addominale è il passare troppe ore consecutive seduti alla scrivania, soprattutto se in posizione curva. Non esistono sedie ergonomiche che tangano, io posso consigliare solo di fare pause abbastanza frequenti per riattivare la circolazione delle gambe e diminuire la pressione addominale

L’alimentazione come influisce?

L’elemento più determinante in caso di cellulite sono i picchi glicemici. In caso di assunzione di elevate quantità di zuccheri nello stesso pasto, il fegato riesce a metabolizzarne solo una parte, trasformandola in amidi, mentre la parte restante resta libera in circolo. Gli zuccheri si legano all’acqua in quantità 1:1, e la intrappolano nei tessuti, soprattutto dove la circolazione risulta problematica o rallentata. Questi accumuli con il tempo generano edema e infiammazione, portando poi alle fasi successive della patologia. Se invece l’apporto di zuccheri è bilanciato e non genera picchi elevati, il fegato riesce a gestirli senza causare questi accumuli. Trattandosi inoltre di una patologia infiammatoria, anche un’alimentazione specifica per abbassare l’infiammazione, e che stimoli in parallelo il drenaggio degli emuntori, è un valido supporto al trattamento.

Fare sport fa bene?

Non sempre! È fondamentale la scelta dell’attività fisica. Alcuni sport o attività possono addirittura peggiorare la cellulite che, ricordiamolo, non è questione di grasso, ma è legata alla circolazione.

Ci può spiegare meglio?

La PEFS si origina da un problema circolatorio di “ritorno”: i vasi profondi non riportano tutto il sangue e la linfa che arrivano in periferia verso il centro del corpo. Con un’attività aerobica come la corsa, la cyclette, il tapis roulant, facciamo affluire più sangue alle estremità, ma non miglioriamo il ritorno. In questo modo quindi il rischio è di peggiorare i ristagni. Anche esercizi con i pesi con tante ripetizioni ravvicinate (come il functional training o il crossfit) portano a un lavoro simile.

Cosa consiglia allora?

Vanno bene le attività non aerobiche come pilates, gyrotonic, yoga. Per quanto riguarda i pesi, meglio poche ripetizioni con un peso alto, per rafforzare il muscolo. Ma l’attività che consiglio più di tutte è l’hydrobike (insieme ad altre attività in acqua): la presenza della resistenza dell’acqua, infatti, aumenta il gradiente pressorio di spianta verso l’altro, facilitando il ritorno venoso e quindi permettendoci di godere dell’allenamento aerobico ma con un fattore esterno che aiuta la circolazione.

A livello di trattamenti come si può affrontare la cellulite?

Nel campo della medicina estetica utilizzo mesoterapia e carbossiterapia, e sono di supporto anche massaggi linfodrenanti eseguiti da personale specializzato.

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